Perchè si piange?

La vita è una vera e propria valle di lacrime? In realtà, i motivi per piangere sono moltissimi. Si può piangere per un dolore, per un’emozione, per la tensione e, addirittura, per la gioia. Il pianto, in linea di massima, è un’azione liberatoria. Una cosa è certa: gli unici animali a piangere sono gli umani. Le lacrime, dunque, segnano in maniera molto importante un passaggio evolutivo. In buona sostanza, dunque, non solo non ci si deve vergognare di piangere ma, al contrario, se ne deve andare addirittura fieri. Ma perché gli umani piangono? Gli uomini sembra che abbiano iniziato a piangere ancora prima di riuscire a parlare. Ovviamente, le lacrime hanno una spiegazione scientifica. Esse sono a dir poco fondamentali. poiché servono per consentire al bulbo oculare di restare umido e, quindi, sano. Per questo motivo, si può lacrimare per le più svariate ragioni. Si può lacrimare, quindi, quando si entra in contatto con sostanze particolari o quando l’aria è troppo secca o, addirittura, quando c’è molto vento. Il pianto però non ha nulla a che vedere con la lacrimazione. Quest’ultima, infatti, non è legata in alcun modo alle emozioni ma, al contrario, dipende essenzialmente da fattori esterni e accomuna gli uomini agli animali. A differenza degli animali, gli uomini piangono anche quando provano emozioni forti come un dolore o una gioia, quando restano sorpresi, quando sono arrabbiati e quando addirittura hanno paura. In questa azione apparentemente involontaria è coinvolta una parte del cervello che si identifica nella zona tra la corteccia cerebrale e le aree che ci consentono di provare emozioni. In termini tecnici, quando si piange vengono coinvolti il sistema cosiddetto limbico e quello autonomico. Il pianto dell’uomo, comunque, è nato come la conseguenza di un attaccamento di natura emotiva agli altri esseri umani. Con il pianto, poi, si è sviluppata anche la mimica facciale. Insomma, il pianto non è altro che la dimostrazione dell’evoluzione dell’uomo e, dunque, è del tutto sbagliato reprimerlo. Al contrario, esso consente di liberarsi e di scaricarsi notevolmente.

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