Rimedi per calvizie femminili

La calvizie è un problema che può riguardare anche le donne, per diverse cause e motivazioni. Fortunatamente, la medicina estetica recente e il mercato e il settore della cosmetica, offrono diverse soluzioni interessanti e funzionali a risolverlo, migliorarlo o, quantomeno nasconderlo.

Calvizie femminile: un fenomeno in aumento
L’alopecia androgenetica, fino a qualche decennio fa, non era nemmeno un’ipotesi che i tricologi prendevano in considerazione quando a lamentarsi della calvizie era una donna. Si pensava, infatti, fosse una patologia ad esclusivo appannaggio maschile. La medicina moderna, invece, ha scoperto che non è così. Finalmente, al giorno d’oggi, anche le donne affette da alopecia androgenetica vengono sottoposte ad apposite analisi e hanno l’opportunità di intraprendere un percorso terapeutico adeguato. L’alopecia androgenetica è una malattia genetica, appunto, spesso ereditaria, che si manifesta solitamente attorno ai trent’anni. Per motivi non ancora del tutto chiari, le ghiandole endocrine femminili possono iniziare a produrre più testosterone rispetto alla piccola secrezione normale. Questo influisce sul ciclo vitale del capello, velocizzandolo oltremodo. La conseguenza è che, a un certo punto, il bulbo esaurisce la sua capacità rigenerativa e i capelli non crescono più. In questo modo non è possibile sostituire quelli che cadono fisiologicamente e, a poco a poco, si assiste dapprima a un diradamento, e poi a una franca calvizie, soprattutto sulla cima della testa.

Altri tipi e cause di calvizie femminili
Naturalmente, l’alopecia androgenetica non è l’unica causa di calvizie femminile, anche se è considerata la più grave e la più difficile da curare. Altre tipologie sono:

– calvizie temporanee: come quelle, ad esempio, provocate da cure farmacologiche di una certa potenza e importanza
– calvizie dovute ad altre patologie: malattie come l’ipertiroidismo o ipotiroidismo, le connettiviti, l’ovaio policistico, alcune autoimmuni possono inficiare la qualità dei capelli e provocare calvizie o importanti diradamenti
– malattie dermatologiche: come nel caso di seborrea cronica o infezioni cutanee, che possono attaccare il cuoio capelluto e provocare chiazze senza capelli

Saper distinguere tra effluvio, diradamento e calvizie
I capelli sono un elemento molto importante per le donne. È del tutto comprensibile, quindi, che qualsiasi cambiamento subisca la chioma sia motivo di forte preoccupazione, ansia e disperazione. Tuttavia, i capelli possono cadere per moltissimi motivi e non sempre la cosa è irreversibile o grave. Esistono tre tipi di problematica tricologica femminile:

– effluvio: può succedere che, improvvisamente, moltissimi capelli finiscano il loro fisiologico ciclo vitale e cadano tutti insieme. Gli effluvi spaventano sempre molto: nel giro di pochi giorni si arriva a perdere quasi la metà dei propri capelli, che cadono a ciocche, in numero preoccupante. Tuttavia, questo è l’evento meno grave per quanto riguarda la salute dei capelli: il diradamento che si nota durante il periodo di effluvio è solo temporaneo. Basta aspettare che i nuovi capelli sostituiscano quelli caduti, magari aiutandosi con qualche integratore e prodotto cosmetico, e si riavrà la propria capigliatura più bella e folta di prima
– diradamento: ha quasi sempre una causa patologica dietro. I capelli non cadono in grandi quantità ma cadono in modo costante e regolare. Non si arriva ad avere una vera e propria calvizie ma un diradamento generale, che mostra la cute sotto i pochi capelli rimasti
– la calvizie: si parla di calvizie femminile quando tutta la testa, o parte di essa, resta completamente sguarnita da capelli, come succede nell’alopecia androgenetica o nelle temporanee calvizie post-terapie

Curare l’effluvio: i metodi
Per far fronte ad un episodio di effluvio, con diradamento generale, il metodo migliore è quello di assumere un integratore specifico per almeno tre mesi e affidarsi a un buon prodotto da applicare localmente per bloccare la caduta dei capelli e promuovere la veloce nascita di quelli nuovi. I principi attivi più efficaci, in questo caso sono: vitamina D e zinco per quanto riguarda gli integratori orali e aminexil per quanto riguarda le fiale, gli shampoo o le lozioni da utilizzare direttamente sul cuoio capelluto. Se il diradamento è importante, si può pensare di farsi applicare delle extencion, da integrare alla propria capigliatura. Quando i capelli naturali avranno ripreso quantità e salute, potranno essere tolte.

Curare il diradamento: il trattamento PRP
Molti diradamenti anche molto importanti, ultimamente possono essere trattati con una tecnica innovativa della medicina estetica. Si tratta del PRP: cellule staminali autologhe prelevate dal plasma fresco del paziente. Il chirurgo effettua un prelievo di sangue e lo tratta, in speciali laboratori, per separare le cellule staminali dal plasma. Le cellule staminali hanno una particolarità: non invecchiano mai. Iniettando queste cellule giovani e attive direttamente nelle zone di cuoio capelluto che non producono più capelli, si riattiva la crescita di molti bulbi, con un netto miglioramento del diradamento. L’alternativa a questo intervento, che va eseguito da parte di un chirurgo plastico specializzato in tricologia, è l’applicazione di ciocche di capelli integrative. Si tratta di extencion, anche realizzate con capelli veri, che si applicano tramite mollette, treccine o speciali adesivi tra i capelli naturali. Si integrano con la chioma vera e danno un effetto molto naturale.

La calvizie femminile: cure
Nei casi di alopecia androgenetica, se gli esami la confermano, esiste una cura farmacologica che dà ottime speranze di un buon recupero. La molecola impiegata è il minoxidil. Trattandosi di un farmaco, si può acquistare solo con regolare ricetta medica, rilasciata da un dermatologo tricologo. L’alternativa è il trapianto di capelli. Il trapianto si può fare in due modi: prelevando intere losanghe di capelli e pelle sani dalla nuca e trapiantandoli dove servono, oppure trapiantando singoli bulbi dove mancano. La scelta va fatta in base alla gravità e alla situazione singola e specifica. In alternativa, per chi soffre di calvizie sulla sommità del capo, esistono particolari toupè, che si applicano alla testa tramite un piccolo telaio in tessuto. In questo modo è possibile applicare molte ciocche artificiali, che si integrano benissimo al resto della capigliatura e coprono tutta la zona alopecica. Per le calvizie temporanee, invece, la scelta migliore è la parrucca, da utilizzare finché i capelli naturali non ricresceranno: in commercio ne esistono di bellissime. Scegliendone una adatta ai propri colori e ai propri lineamenti nessuno sospetterà che si tratta di una chioma artificiale.

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